Il giudicato esterno si può applicare solo se basato su identici presupposti

di Fabrizio Cancelliere e Gabriele Ferlito, Il Sole 24 Ore, 18 ottobre 2021, p. 26

Nel processo tributario l’autonomia dei periodi d’imposta non impedisce l’operatività del giudicato formatosi in altra controversia pendente tra le stesse parti con riferimento ad altra annualità (giudicato esterno). Occorre però che la pronuncia passata in giudicato riguardi il medesimo tributo ed abbia accertato questioni di fatto che costituiscono il presupposto anche dell’altra controversia. È quanto affermato dalla Ctr del Lazio con la sentenza n. 3945/5/2021

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L’integrativa non allunga i tempi se rilevata in appello

di Fabrizio Cancelliere e Gabriele Ferlito, Il Sole 24 Ore, 5 ottobre 2020, p. 21

La presentazione di una dichiarazione integrativa da parte del contribuente è una circostanza che deve essere rilevata tempestivamente dall’agenzia delle Entrate se non vuole vedersi annullata la pretesa impositiva per intervenuta decadenza. Pertanto, se tale circostanza viene rappresentata per la prima volta in sede di appello, la stessa è inammissibile e, come tale, inidonea a salvare la pretesa erariale dall’annullamento. Sono i principi che si ritraggono dalla sentenza della commissione tributaria regionale del Lazio 1376/13/2020

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L’atto presupposto è impugnabile con il successivo solo se non notificato

di Fabrizio Cancelliere e Gabriele Ferlito, Il Sole 24 ore, 2 marzo 2020, p. 17

L’atto presupposto può essere impugnato unitamente al successivo solamente nell’ipotesi in cui il primo non sia stato validamente notificato o non sia stato portato ritualmente a conoscenza del contribuente. Pertanto, in presenza di regolare notifica dell’atto presupposto, non impugnato nei termini di legge, non è più consentito al contribuente sollevare vizi relativi a tale atto, neppure attraverso l’impugnazione di un successivo atto che costituisca solo l’ulteriore sviluppo procedimentale del precedente. È quanto affermato dalla Commissione tributaria regionale del Lazio con la sentenza 154/6/2020.

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Ecotassa, rimborso da chiedere entro due anni

di Fabrizio Cancelliere e Gabriele Ferlito, Il Sole 24 Ore, 30 settembre 2019, p. 22

L’imposta sulle emissioni di anidride solforosa e ossidi di azoto prodotte dai grandi impianti di combustione, prevista dalla legge 449/1997 (cosiddetta “ecotassa”), ha natura di accisa pertanto alla stessa sia applicano le disposizioni contenute nel Testo unico delle accise (Dlgs 504/1995). Ciò anche in tema di rimborso, con la conseguenza che la richiesta di restituzione deve essere effettuata a pena di decadenza entro il termine di due anni dalla data del pagamento dell’imposta, come disposto dall’articolo 14 del Tua. Sono le conclusioni cui è pervenuta la commissione tributaria regionale del Lazio con la sentenza 3806/16/2019 del 25 giugno 2019.

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Possibile l’integrativa lunga per il credito non dichiarato

di Fabrizio Cancelliere e Gabriele Ferlito, Il Sole 24 Ore, 17 giugno 2019, p. 20.

Le modifiche introdotte con il Dl 193/2016 in tema di dichiarazioni integrative “a favore” (termine lungo, anche oltre quello previsto per la dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo) si applicano anche per far rivivere il credito spettante, ma non dichiarato tempestivamente. È quanto sostenuto dalla Ctr Lazio con la sentenza 3164/2/2019.

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